Studio+com Commercialisti Associati - Modena Vignola Spilamberto - TRUST E IMPOSTA DI DONAZIONE: IL MUTATO ORIENTAMENTO DELLA CASSAZIONE RICHIEDE UN INTERVENTO SUI TRUSTS GIÀ STIPULATI?

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TRUST E IMPOSTA DI DONAZIONE: IL MUTATO ORIENTAMENTO DELLA CASSAZIONE RICHIEDE UN INTERVENTO SUI TRUSTS GIÀ STIPULATI?

Con la recente sentenza n.22754/2019 del 12 settembre 2019 (avente ad oggetto un trust familiare autodichiarato) la Corte di Cassazione conferma il suo più recente orientamento per cui, in caso di istituzione di trust, l'imposta di donazione deve essere applicata non già immediatamente (come invece pretende l’amministrazione finanziaria: cfr Circolare n.3/E del 22 gennaio 2008), ma al momento del trasferimento dei beni ai beneficiari finali (e tale discorso viene esteso dalla pronunzia all’applicazione delle imposte proporzionali di registro ed ipocatastale).
Secondo tale sentenza, infatti:

- “la costituzione del vincolo di destinazione di cui all'art. 2, comma 47, d.l. n. 262 del 2006, conv. in I. n. 286 del 2006, non integra autonomo e sufficiente presupposto di una nuova imposta, in aggiunta a quella di successione e di donazione”;

-per l'applicazione dell'imposta di donazione, così come di quella proporzionale di registro ed ipocatastale, è necessario che si realizzi un trasferimento effettivo di ricchezza mediante attribuzione patrimoniale stabile e non meramente strumentale”;

- nel trust…un trasferimento così imponibile non è riscontrabile, né nell'atto istitutivo, né nell'atto di dotazione patrimoniale tra disponente e trustee - in quanto meramente strumentali ed attuativi degli scopi di segregazione e di apposizione del vincolo di destinazione - ma soltanto in quello di eventuale attribuzione finale del bene al beneficiario, a compimento e realizzazione del trust medesimo”.

1) Il caso oggetto della decisione

Una coppia di coniugi aveva stipulato un trust autodichiarato, indicando quali beneficiari finali essi stessi e, in caso di loro premorienza rispetto alla scadenza del trust, i propri figli.

Il notaio rogante aveva provveduto all’autoliquidazione in misura fissa delle imposte di registro, ipotecaria e catastale.

L’Agenzia, tuttavia, aveva preteso l’applicazione dell’imposta di donazione nella misura dell’8%, probabilmente facendo leva sull’assurda considerazione per cui in un trust nel quale i Disponenti sono anche Beneficiari, non sussistendo alcun rapporto di parentela tra costoro e…loro stessi, tale imposta va applicata utilizzando l’aliquota massima.

I coniugi-trustees avevano quindi proposto ricorso avverso l’avviso di liquidazione e, dopo esser risultati soccombenti in primo grado, avevano ottenuto una pronunzia favorevole della Commissione Tributaria Regionale, contro la quale l’Agenzia aveva proposto ricorso per Cassazione.

2) Analisi della tesi fatta propria dalla sentenza in esame

La pronuncia in esame, che pone al centro della sua riflessione l'esigenza di un'interpretazione della normativa fiscale in tema di trust conforme al principio di capacità contributiva ex art.53 Cost. (sì da evitare – appunto – di applicare un'imposta pur in assenza di una manifestazione di detta capacità), esclude che l’art.2 comma 47 della legge n°262 del 2006 abbia introdotto una "nuova imposta sulla costituzione di vincoli di destinazione" (così come avevano, invece, ritenuto talune precedenti pronunzie: cfr Cass. nn.3735373738865322 del 2015 nonché Cass. n.4482 del 2016) e ritiene necessario attendere il momento del trasferimento dal trustee ai beneficiari per applicare l'imposta di donazione, stante la neutralità fiscale del trust, sotto tale profilo, al momento della sua 

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